Previsti 5.000 posti di lavoro l’anno nel settore eolico

Durante il primo giorno di Eolica Expo Mediterranean, nell’ambito di ZeroEmission Rome 2011, sono stati presentati i risultati di uno studio Anev-Uil sull’occupazione nel settore eolico.

L’energia del vento spinge la ripresa economica con una crescita prevista di 5.000 posti di lavoro l’anno da qui al 2020, passando dagli attuali 29mila fino ad arrivare a circa 67mila. I dati sono stati resi noti da Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) e Uil (Unione Italiana del Lavoro).

Simone Togni, Presidente di Anev, ha affermato: “Le prospettive sono molto positive, ma per ottenere questi risultati è indispensabile una politica che favorisca gli investimenti”.

Paolo Carcassi, della Uil, ha aggiunto: “Per le rinnovabili nel loro insieme tutti gli studi concordano su una crescita, nel nostro Paese, di almeno 250 mila occupati, da qui al 2020. La tendenza positiva riguarda tutta l’Europa: basti pensare che in Germania, ad esempio, le persone occupate nelle rinnovabili hanno già superato quelle del comparto automobilistico”.

Ulteriore conferma della grossa crescita dell’energia del vento arriva anche da Costantino Leto del Gse, che ha sottolineato: “Dal 2007 al 2010 l’eolico ha registrato una crescita del 140% per numero di installazioni e del 114% per potenza”. E continua: “Per proseguire in questa direzione sono però necessarie alcune condizoni: sviluppo dell’efficienza energetica, stabilità e sostenibilità degli incentivi, crescita delle filiere tecnologiche nazionali, sviluppo delle reti elettriche e semplificazione ed efficacia dei procedimenti autorizzativi”.

Stefano Tosi di Terna ha dichiarato: “Dal 2011 al 2020 investiremo 7,5 miliardi di euro per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili. Prevediamo 140 nuove stazioni e oltre 5.000 chilometri di nuovi elettrodotti; ci auguriamo, però, che il Governo riveda le sue posizioni sulla Robin Tax, che rischia di deprimere anche i nostri investimenti”.

“Tutta l’Europa punta sulle rinnovabili e, in questo contesto, l’eolico svolge un ruolo molto importante. In Danimarca già un quarto del fabbisogno energetico è soddisfatto dall’energia del vento, mentre in Italia l’eolico incide per il 3,2%. E’ interessante rilevare come, analizzando i tassi di crescita negli ultimi anni, l’eolico esca ampiamente vincente dal raffronto con il nucleare, che si è sviluppato a ritmi molto più bassi”, come ha sottolineato Jacopo Moccia di Ewea (European Wind Energy Association).

Durante il convegno è stato anche letto un messaggio di Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, secondo cui: “Le forme pulite di energia sono in rapida crescita anche nel Lazio e la Regione punta molto, e con decisione, su queste fonti, sfruttando al meglio tutte le risorse. L’obiettivo prioritario è quello di conciliare lo sviluppo dell’energia pulita in armonia con l’ambiente naturale che la ospita, tutelando il territorio e promuovendo l’occupazione. Per noi è fondamentale operare per accrescere sempre più una corretta educazione ambientale, che non può essere disgiunta da una altrettanto efficace educazione alla sostenibilità. Da qui il ruolo centrale che abbiamo assegnato alle politiche di sostegno ai temi ambientali, per una corretta gestione delle risorse naturali, consapevoli che solo difendendole potremo avere una buona qualità della vita per le attuali e future generazioni”.

Nel corso della mattinata si è svolto anche il convegno ‘A mente fredda nel business dell’emission trading’, all’interno del quale è intervenuto Andrea Ferraretto, dell’Ufficio Patto dei sindaci dell’amministrazione provinciale di Roma, che ha affermato: “Con il progetto Provincia Kyoto la giunta Zingaretti ha predisposto un piano di azione che punta all’innovazione del territorio e si propone degli obiettivi specifici in tema di sviluppo sostenibile”. Nel suo ruolo di struttura di supporto della Commissione Europea per il Patto dei Sindaci, la Provincia è impegnata attivamente nel rapporto con trenta comuni aderenti al patto e sta sostenendo le amministrazioni nella redazione dei loro bilanci CO2. “Il 4 ottobre presenteremo i bilanci di quindici comuni”, ha concluso Ferraretto.

Al fine dell’attivazione di interventi che possano portare ad una riduzione significativa delle emissioni di CO2 e intraprendere la strada per una profitable clean economy, è necessario agire sulla cultura del nostro Paese. Come ha chiarito Mannino Bordet del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per l’Energia: “Occorre studiare misure che facciano entrare la cultura CO2 nella cultura generale. Come succede in altri Stati, si dovrebbero fissare regole sul carbon free alle quali dovrebbero attenersi almeno le maggiori catene di supermercati”.

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